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  eungenia [ Io e il mio mondo ]
         

Il Girasole ( il mio Alter Ego )

  Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietá del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
é dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.









Freak il mio amore






Di nuovo Freak il mio amore 







Noi la Guerra NON la Vogliamo





Quando un Giorno ..





Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d' oro della solaritá.



Non in mio nome

Sarà un viaggio senza ritorno
Con un biglietto di sola andata
Ci sta chiamando la propaganda
Non in mio nome, non in mio nome.

Non ha insegnato il dolore
Più di una guerra mondiale
Non sarò io a farli andare
Non in mio nome, non in mio nome.

Contro un presunto nemico
Di civiltà e religione
Bocca che beve petrolio
Non in mio nome, non in mio nome.

Vogliono fare una nuova guerra
E noi dovremmo partire
Come animali al macello
Non in mio nome, non in mio nome.

Non certo in nome di mio fratello
Cuore migrante a lavorare
Nemmeno in nome di mio padre
Che mi ha insegnato a rispettare
Neanche in nome di mio nonno
Che dalle bombe dovette scappare
Perché mio figlio guarda sempre avanti
E noi avanti vogliamo andare.

Perché il mercato e l'economia
Contano più delle persone
Per i dollari e l'oro nero
Non in mio nome, non in mio nome.

Non partiranno i governanti
Né Sua Eccellenza, né il Parlamento
Ci manderanno giovani in armi
Non in mio nome, non in mio nome.

Non certo in nome dei bambini
Che vogliono solo giocare
Nemmeno in nome del vostro Dio
Che si è perso e non sa tornare
Neanche in nome dei soldati
Che la paura li fa tremare
Perché non sono pronto alla morte
Non ho bandiere da insanguinare.

Non in mio nome, non in mio nome.....

Ma ti ricordi i fiori nei campi
Là dove un giorno cadevi in battaglia
Restano solo fiori tagliati
E un mare rosso impastato alla terra.

Il presidente sta vomitando
La sua bugia sulla nazione
Io non rispondo alla chiamata
Non in mio nome, non in mio nome.

Non in mio nome, non in mio nome.....



Un Giorno Qualsiasi...

ù


Occhi




Pallottoliere




Ho bisogno ...

Ho bisogno
di letti che scottano
e calde lenzuola
piene di umori e colori.
Voglio sentire
il rumore della carne
nella carne:
penetrazione di emozioni,
suono di passioni.
Calde, intatte e immotivate relazioni.
Ho bisogno
di notti lunghe e soddisfacenti
giorni lenti e movimentati
con il cambiare del sole
e della luna...
Corpi che ballano al chiarore di una luce.



............













 


Ultima ora

India - 10/02/2005

Ancora suicidi per debiti tra i contadini indiani

L'anno scorso nella sola zona del Maharashtra sono stati registrati 249 casi di suicidio per debiti tra gli agricoltori. Ormai l’85% del reddito ottenuto con il lavoro dei campi se ne va in mezzi tecnici, in particolar modo per acquistare fertilizzanti, erbicidi e pesticidi. Di fronte alla crescente gravità della situazione, l’Alta Corte di Bombay ha chiesto al Tata Institute of Social Sciences di preparare un rapporto sulle cause dei suicidi.

La corte ha anche concesso ai giudici del distretto di Nandes, Jalna e Parbhani due settimane per presentare i loro rapporti sulla situazione.
Qualche tempo prima la corte aveva chiesto al Capo Segretario di Maharahstra di preparare e presentare un rapporto sul numero degli agricoltori suicidi in Maharashrta ed anche di dichiarare quali passi erano stati fatti per evitare queste morti.

Secondo l’autorevole opinione del segretario di All India Biodynamic and Organic Farming Association, V. B. Karmakar, bisognerebbe esaminare a fondo la vera ragione che sta dietro le morti degli agricoltori.
A suo parere gli agricoltori si sono suicidati a causa dei raccolti scarsi, risultato di un utilizzo eccessivo di fertilizzanti chimici nonché per vari altri motivi.

Se si va a indagare quali siano questi vari altri motivi il quadro che emerge è sconcertante. Gli agricoltori della zona sono stati incentivati a utilizzare sementi Ogm che, in un primo momento, venivano fornite loro gratuitamente dalle multinazionali del transgenico assieme ai vari erbicidi e insetticidi da loro prodotti.
Con il passare del tempo erbe infestanti e parassiti hanno sviluppato una crescente resistenza agli agenti chimici costringendo gli agricoltori a ricorrere alla “chimica” ogni volta di più.

Nei campi trattati in modo massiccio ormai crescono solo più semi transgenici pensati per resistere alle sostanze contenute in questi prodotti, creando una dipendenza assoluta dal seme Ogm e dal prodotto chimico ad esso abbinato.
Il risultato tragico è stato che gli agricoltori spendono molto più di quanto non guadagnino per acquistare il veleno ormai indispensabile per riuscire a far crescere qualcosa in campi irrimediabilmente inquinati e sempre più sterili.





 


27 aprile 2005

Le Ragioni del Sì

I perchè del Sì
Ragioni etiche
L’ art. 1 della legge fa espressamente riferimento ai “diritti del concepito”, mettendo “il concepito” sullo stesso piano, giuridicamente e moralmente, dei soggetti già nati.
Stabilito ciò, la normativa costringe la donna a ricevere l’impianto dei tre embrioni fecondati in vitro (se ne possono produrre solo 3 per volta), anche quando uno di essi sia affetto da una grave malattia o malformazione. L'ambiguità è evidente: non ci si può rifiutare di ricevere un embrione malato, ma si può intervenire, finché sarà in vigore la legge 194, con un aborto terapeutico entro il 180° giorno di gravidanza. Il timore di molte donne infatti è che si vogliano porre le basi per un eventuale, successivo intervento sulla legge 194 sull'aborto, mettendo a repentaglio importanti libertà acquisite.
Una volta fecondati gli embrioni in provetta, inoltre, la donna non può rifiutarsi di proseguire la terapia di inseminazione avviata.
C'è chi interpreta in questi provvedimenti l'emergere di una figura femminile molto simile a un “contenitore” piuttosto che a un essere cosciente in grado di esercitare scelte che dovrebbero competere solo a lei e al proprio partner.
Il divieto posto all'inseminazione artificiale infine, pare ridurre il significato di “maternità” e “paternità” alla trasmissione di un corredo cromosomico, come se le madri o i padri di un figlio adottivo fossero genitori di serie "b".

Ragioni mediche
Limitando a tre il numero degli embrioni che possono essere prodotti e vietandone la conservazione, come vuole la legge, non si tiene conto della peculiarità di ogni singolo caso, con gravi conseguenze per la salute della donna. Accade infatti che una donna normalmente fertile rischi di portare avanti una gravidanza trigemellare; oppure vi possone essere pazienti costrette a più tentativi di fecondazione, che devono pertanto sottoporsi a cicli di pesanti stimolazioni ormonali e a successivi interventi per il prelievo degli ovuli da fecondare... sperando che sia la volta buona, ma con un margine di probabilità che difficilmente supera il 25%.


C’è il diritto delle donne a disporre liberamente del proprio corpo, che sembrava acquisito una volta per tutte ai tempi del referendum sull’aborto, giusto vent’anni fa, e che adesso viene messo in discussione. C’è il diritto dei cittadini a vivere in uno stato laico e non in un paese dove è la Chiesa a decidere cosa succede nelle sale operatorie, arrivando fino alle prescrizioni più minute su quel che un medico può o non può fare. E c’è l’apparizione di una nuova figura giuridica finora sconosciuta, l’embrione: un minuscolo aggregato visibile solo al microscopio e che si è voluto contrapporre non solo alla madre ma perfino al bambino che deve nascere.

( Se questa legge non fosse modificata coloro che l'hanno fatta ne cominceranno un'altra sull'aborto, altrimenti avremmo un embrione tutelato, e un feto meno tutelato: un evidente assurdo" )

( Altra assurdita' .. questa legge è fatta da coloro che dichiaravano come egoiste e sconsiderate le donne che erano a favore della legge sull'aborto , spesso chiamate anche assassine , perchè volevano negare il diritto alla vita ..

Adesso quelle stesse forze se la prendono con le donne che la vita invece la vogliono dare, che chiedono di soddisfare il loro desiderio di essere madri. Anche loro sono state accusate di nutrire desideri eccessivi e veri e propri deliri di onnipotenza.)




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27 aprile 2005

Referendum Vota Sì !!!

LE BUONE RAGIONI
PER VOTARE 4 SI'
AL REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA


1. Per consentire anche alle coppie con problemi gravi di sterilità di avere figli. Per aiutare coloro che sono affetti da patologie ereditarie gravi come la talassemia o la fibrosi cistica oppure da malattie infettive ad avere bambini sani.
2. Per tutelare la salute delle donne
• eliminando il limite dei tre embrioni e l'obbligo di trasferirli tutti contemporaneamente nell'utero della donna, anche se malati o incapaci di svilupparsi, con la conseguenza che la si espone all'aborto o a parti plurigemellari, rischiosi per lei e per i nascituri;
• revocando il divieto di congelare gli embrioni. Vietare il congelamento significa costringere la donna a sottoporsi a stimolazioni ormonali e al prelievo di ovociti a ogni tentativo di ottenere una gravidanza, con possibili danni alla sua salute;
• non imponendo per legge il trasferimento dell'embrione nel corpo della donna nel caso che lei voglia revocare consenso.
3. Per cancellare la norma che equipara i diritti del concepito a quelli della madre e del padre. Nessuna legge al mondo prevede che l'embrione sia riconosciuto come persona giuridica. In questo riconoscimento sta l'origine del divieto di congelare gli embrioni e di analizzarli attraverso la diagnosi preimpianto per trasferire eventualmente solo quelli sani. In questo modo si pone in conflitto un embrione di poche cellule con la madre aprendo la strada alla revisione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza,.
4. Per consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali di origine embrionale. Le cellule staminali prelevate dall'embrione, avendo la caratteristica di moltiplicarsi e di differenziarsi, possono ricostituire qualsiasi parte del corpo umano. Dipendono da queste ricerche gran parte del futuro della biomedicina e la possibilità di trovare cure per malattie oggi molto diffuse, come il Parkinson, l'Alzheimer, il diabete, i tumori. Da esse può derivare una speranza per milioni di persone. Perché impedirlo lasciando che gli embrioni attualmente congelati e non utilizzati deperiscano quando potrebbero essere utili alla ricerca per scoprire nuove cure? Non è questo un modo più giusto per valorizzare la dignità umana che riconosciamo all'embrione destinandolo a un'azione di solidarietà con chi soffre?
5. Per consentire la fecondazione eterologa in casi gravi di sterilità. Una donna o un uomo possono trovarsi nella condizione di non poter procreare se non ricorrendo a un donatore o a una donatrice. La scelta può essere difficile, ma se la coppia elabora insieme un progetto di genitorialità accettando di accogliere il dono di una persona esterna, perché impedirlo per legge? Oggi la genitorialità sociale e quella biologica sono vissute dalle coppie come esperienze diverse, ma di eguale valore. Va lasciata loro la possibilità di scegliere secondo le proprie convinzioni e il loro sentire.

Ma vi sono ancora altre ragioni per votare 4 sì:
1. Per evitare il Far West che la legge 40 crea. Da quando essa è in vigore, è infatti diminuito il numero delle nascite con le tecniche di fecondazione assistita, sono aumentati sia i parti plurigemellari che gli aborti, cresce il turismo procreativo: sono già migliaia le coppie che ogni giorno intraprendono il viaggio della speranza per fare all'estero ciò che in Italia è vietato. Sono raddoppiati i costi degli interventi e solo coppie facoltose possono affrontarli.
2. Per impedire che l'Italia torni indietro di qualche decennio, con la perdita di diritti e libertà e la mortificazione del valore della laicità.

3. Per far crescere il paese con informazioni e riflessioni su problemi nuovi, che toccano la vita di ognuno di noi e saranno sempre più importanti nel futuro della nostra società.




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22 febbraio 2005

Neve ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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22 febbraio 2005

La Neve a Pisa

 




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22 febbraio 2005

Freak

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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18 febbraio 2005

Grilagem, piaga dell'Amazzonia

L’Amazzonia è per tradizione considerata in Brasile luogo di avventurieri, ma anche regione in cui durante la colonizzazione si è riversata gente senza scrupoli e in cerca di ricchezza. L’appropriazione indebita di terra è stata un fenomeno talmente diffuso da necessitare di leggi speciali a livello federale a protezione del patrimonio.

A causa delle distanze, dell’isolamento dei latifondi (fazendas) e della impossibilità di effettuare controlli da parte delle autorità, vengono perpetrati crimini contro il patrimonio forestale e l’umanità.

Conosciuta come grilagem o falsificazione di certificati di proprietà delle terre, l`indebita appropriazione viene spiegata quasi come una tradizione locale:

allevare grilli in una scatola per alcune settimane in un ambiente creato per la loro sopravvivenza e nel quale viene posto anche il documento falsificato in questione gli garantirebbe quell’effetto di invecchiamento necessario per dargli credibilità.

In questo modo è possibile attestare la legittimità di una proprietà terriera dimostrandone il possesso da anni e facendolo risalire, per esempio, alla propria ascendenza.

Il termine grilagem è oggi diventato sinonimo di appropriazione indebita di latifondi.



 




 



 



 



 



 



 



 

Inoltre non esistendo un catasto nazionale delle terre, la proprietà è sancita dal semplice possesso di un atto notarile.

Il fenomeno ha raggiunto livelli tali da spingere a provvedimenti a livello nazionale per l’espropriazione delle terre indebitamente acquisite .

Varie personalità in vista e influenti sono tuttora sotto accusa o processo, come l’ex governatore dello stato del Parà, accusato di aver acquisito attraverso grilagem varie migliaia di ettari di terra.

Il Brasile è paese di enormi contrasti: se per certi aspetti è un paese moderno, per altri non si è discostato dalla mentalità feudale.

Non pochi fazendeiros sono insospettabili cittadini che vivono con le famiglie una vita normale all’europea a São Paulo o Goiânia traendo altrove grandi introiti dallo sfruttamento della foresta amazzonica.

Esistono vere organizzazioni al loro servizio con guardie armate ed elementi con ruoli particolari, come i gatos, procacciatori di mano d’opera a basso costo.

Quest`ultima è abbondante anche a causa di una migrazione interna al Brasile di persone che fuggono dalla miseria del sertão, area semiarida del nordest corrispondente a stati come il Maranhão e Tocantins.



 



 



 

I gatos adescano i potenziali lavoratori con il miraggio di un lavoro, persone lontane da ogni contatto familiare e sociale, di cui – nell’eventualità – nessuno reclama la scomparsa.

Purtroppo non sono rari i fazendeiros che praticano l’illegalità.

Solo nel 2002 dal lavoro schiavo sono stati liberati più di 9mila lavoratori nella cosiddetta fascia nord di disboscamento amazzonico, che va da Rondônia al Mato Grosso al Tocantins, Pará e Maranhão.

Altro aspetto preoccupante collegato alla deforestazione e all’impiego illegale di manodopera è l’uso di dare fuoco alle sterpaglie:

chi si avventurasse in terra amazzonica nel periodo di settembre–ottobre farebbe bene a lasciare a casa i sogni di cieli blu tersi e sterminati orizzonti verdi, essendo possibile trovare piuttosto uno scenario che si avvicina al noto sfondo di intenso smog delle serate nelle periferie metropolitane.

E’ facile incappare in aree dove l’atmosfera è surreale: aria pesante, odore di legna bruciata, occhi e gola che cominciano a dare fastidio e a bruciare.

Pure le statistiche confermano - relativamente a questo periodo - un incremento delle malattie respiratorie nella popolazione locale.
La minore frequenza delle piogge fa sì che il calore sia più secco anche in un bacino umido come quello amazzonico, consentendo a coloro che sfruttano la foresta di terminare l’opera di disboscamento e ripulire il terreno per la conversione in pascoli per bovini.

Queimadas appunto sono gli incendi che seguono al disboscamento, attività conseguente alla grilagem. Purtroppo succede che gli incendi sfuggano al controllo dell’uomo e distruggano anche parti di foresta vergine.

«Estate in Amazzonia è sinonomo di fuoco», scrive Helena Palmquist in un articolo su `O Paraense` del settembre 2002, giornale del Parà, stato solcato dall’immensa foce del Rio delle Amazzoni.



 



 



 



 


 

A partire dal 1998 - anno storico di un incendio nel vicino stato di Roraima e che cambiò la politica del paese nell’ambito della politica dell’Ambiente - furono istituite nuove agenzie di controllo: Proarco (Programa de prevençao e controle às queimadas e aos incendios florestais no arco do desflorestamento) e Prevfogo (Sistema de prevençao nacional e combate aos incendios florestais),

che agiscono assieme all’Ibama, Istituto brasiliano dell’Ambiente finalizzato a localizzare e perseguire gli incendiari.

Da allora il controllo si è fatto più serrato, con l’aiuto del satellite, che registra le aree a maggior calore del territorio in questione, realizzando così un monitoraggio continuo delle queimadas.

Già nel 2002 si è registrato un decremento degli incendi che sono scesi da a 81mila ai 46mila registrati nel 2001 (Inpe, Instituto nacional de pesquizas espaciais).

In base alla mappatura dei dati ricevuti via satellite, l’Ibama è in grado di identificare fino alla proprietà rurale di origine dell’incendio. In genere, chi ha disboscato in un dato anno, è pronto alla queimada l’anno successivo.

Incrociando i dati dei due eventi, se non si riesce a perseguire i responsabili dopo il taglio abusivo, lo si fa in occasione della queimada.






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10 febbraio 2005

I bambini nel mondo sono 2,2 miliardi e oltre 1 miliardo vive in povertà

Gandhi affermava che la grandezza di una civiltà, si poteva giudicare da come trattava gli animali, perché una volta si aveva poco rispetto di loro, al contrario d’oggi, che si rischia di leggere testamenti, dove l’eredità è ceduta ad un cane o ad un’associazione che si occupa di salvaguardare i diritti degli animali stessi. E se un tempo, queste tenere bestiole, vivevano allo stato brado, con tutti i rischi connessi, ora, consumano i loro anni in comode cucce, con ripetuti controlli medici e cibi in scatola (naturalmente c’è sempre l’eccezione). Tutta questa menata per dire cosa, che le date sono cambiate, e se in passato come indice di riferimento per valutare l’essere umano, si consideravano gli animali, adesso l’evoluzione di una nazione, si misura secondo come tratta i bambini.
Si sente parlare spesso d’animali stipati in piccoli spazi, malnutriti, maltrattati, privati della loro dignità, ma basta sostituire il soggetto, per renderci immediatamente conto, che il comportamento dell’uomo sui bambini, non differenzia molto, da quello praticato sulle bestie.
Secondo l’ultimo rapporto Unicef, i bambini nel mondo sono 2,2 miliardi e oltre 1 miliardo vive in povertà. A Manila rovistano tra le discariche, in cerca di cibo. In Sierra Leone e nella Repubblica Domenicana del Congo, impugnano un AK47. A Mosca, a Bombay a Cuba, si prostituiscono nelle strade. A Rio de Janeiro mendicano cibo. A Botswana sono resi orfani dall’Aids. Ogni giorno muoiono 29.000 bambini per malattie prevenibili. Oltre 2 milioni di minorenni sotto i 15 anni sono sieropositivi. La malnutrizione, in molti paesi africani, li rende vulnerabili alla tubercolosi. E ancora:






 Bambini nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) che vivono in case prive di servizi igienici: 1 su 3

 Bambini nei PVS che vivono in case prive di acqua potabile: 1 su 5

 Bambini nei PVS che non hanno accesso all’assistenza sanitaria: 1 su 

 Totale dei bambini morti nel 2003: 10,6 milioni


Speranza di vita media per un bambino che vive in Giappone: 85 anni


Speranza di vita media per un bambino nato in Zambia: 33 anni

Percentuale dei bambini sottopeso alla nascita in Sudan: 31%

Percentuale dei bambini sottopeso alla nascita nella Repubblica di Corea: 4%


Totale dei bambini nati in Canada nel 2003: 319.000

Totale dei bambini uccisi in Ruanda nel 1994: 300.000

Percentuale di decessi infantili tra i 3,6 milioni di persone uccise in guerra dal 1990: 45%

Aumento medio del tasso di mortalità infantile tra 0 e 5 anni durante una guerra “tipica” di 5 anni: 13%

Numero dei bambini in Belgio: 2 milioni

Numero dei bambini sfruttati nell’industria del sesso: 2 milioni

Costo di produzione di una mina antiuomo: meno di 3 dollari

Costo di bonifica di una mina antiuomo: fino a 1.000 dollari


Numero stimato di nuovi contagi da HIV nel 2003: 5 milioni

Numero di contagi tra individui con meno di 25 anni: 2,5 milioni

Numero dei bambini orfani a causa dell’AIDS: 15 milioni di questi 8 su 10 vivono nell’Africa Sub-Sahariana

Percentuale di persone affette da HIV/AIDS che vivono nei PVS: oltre il 90%

Percentuale di persone affette da HIV/AIDS che necessita di trattamenti con farmaci anti-retrovirali ma che non vi ha accesso: 93%

Telefoni ogni 100 persone in Svezia: 162

Telefoni ogni 100 persone in Bangladesh: 1

Percentuale di spesa pubblica destinata alla sanità dai governi dei paesi industrializzati: 15%

Percentuale di spesa pubblica destinata alla sanità nell’area dell’Asia Meridionale e del pacifico: 1%

Spesa militare globale nel 2003: 956 miliardi di dollari

Costo addizionale annuo necessario per finanziare gli Obiettivi di sviluppo del millennio: 40-70 miliardi di dollari

Paesi che hanno ratificato la Convenzione sui diritti dell’infanzia: 192

Paesi che non hanno ratificato la Convenzione sui diritti dell’infanzia: 2





 



 



 



 



 



 
Quando calamità naturali come il terremoto di Bam, gli uragani devastanti che si abbattono ripetutamente sui Carabi, il depredante maremoto che ha colpito il sud est asiatico, e la devastante alluvione in Bangladesh, feriscono Paesi, di per sé svantaggiati, le associazioni di volontariato, agiscono nell’immediato, assicurando la disponibilità d’acqua potabile e servizi igienici. Distribuiscono aiuti di prima necessità quali medicine, attrezzature di base per interventi di pronto soccorso, kit per ostetricia e chirurgia, vestiti e cibo. Assistono i bambini. Li riuniscono alle proprie famiglie, mettono in piedi scuole e ambienti sicuri per loro. Haiti, che è uno dei paesi più poveri del mondo, paga il prezzo più alto. Due giorni di pioggia, sono in grado di sommergere l’80% della città, con oltre tre metri d’acqua. L’uragano Jeanne, ha colpito 30.000 bambini, distrutto 400.000 abitazioni, e prodotto 20.000 sfollati.
Il direttore Generale dell’Unicef ha affermato che dal Congo alla Liberia, dallo Sri Lanka alla Columbia, bambini e bambine continuano a soffrire per le brutalità della guerra. Le violenze sessuali, sono strumento per terrorizzare e devastare intere comunità. I bambini soldato sono impiegati in 20 conflitti, sia da parte delle forze governative, che di quelle dell’opposizione. Sono stuprati, costretti ad uccidere i propri familiari. Usati come informatori e spie. Almeno 60 governi tra cui Australia, Regno Unito, Austria, Germania, e Olanda, continuano a reclutare legalmente bambini dai 16 ai 17 anni. In Liberia si stima che vi siano oltre 15.000 bambini soldato. Nel 2003 i paesi i cui territori risultavano infestati dalle mine antiuomo erano 82. Nel Darfur la situazione non è diversa. Da anni feroci combattimenti insanguinano la regione sudanese. Centinaia di persone, in particolare donne e bambini, sono prive dell’accesso a pozzi d’acqua potabile. In Uganda, gli scontri tra esercito regolare e ribelli, ha creato oltre 1,6 milioni di sfollati, l’80% dei quali sono donne e bambini. Alle drammatiche condizioni igieniche e sanitarie, si aggiunge il diffondersi d’epidemie quali il colera. In Uganda, ogni 1.000 bambini nati vivi, 80 muoiono entro il primo anno d’età, 141, prima del quinto anno d’età, con oltre 180.000 bambini, che, ogni anno, non raggiungono i cinque anni.
Un’altra conseguenza delle guerre, sono le mine antiuomo, e chi è maggiormente esposto ai rischi, sono i bambini. Spesso questi ordigni infernali, sono scambiati per piccoli giocattoli. In Somalia, da un rapporto del 2003, il 55% delle vittime degli ordigni è costituito da bambini. Produrre una mina costa 3 dollari, mentre, una volta interrata, trovarla e distruggerla costa 1.000 dollari.
A Bangkok l’anno scorso si è aperta la conferenza internazionale. Nel mondo esistono 38 milioni di sieropositivi, ma solo il 10% è curato con i nuovi farmaci. In India 5,1 milioni di persone sono contagiati dal virus. L’Africa è il continente più colpito, (25 milioni di sieropositivi), l’Asia è il nuovo epicentro dell’infezione, a preoccupare è la Cina, dove si stima, che nel 2010 saranno 10 milioni gli infettati. L’unico modello di rivincita è la Thailandia, dove grazie all’uso del preservativo e una corretta prevenzione, ha diminuito il numero dei contagi, cosa che non accade in Africa, perché s’incontrano, da parte della popolazione, resistenze culturali.
Quando in Ruanda si pose fine al genocidio (1994), 95.000 bambini erano rimasti orfani. Oggi la loro situazione dopo dieci anni, non è migliorata. I sopravvissuti vivono una situazione d’estrema instabilità:
- In Ruanda 101.000 bambini vivono in 42.000 nuclei familiari. La guerra, li ha posti di fronte ad una dura realtà, invece di vivere l’infanzia, si ritrovano a fronteggiare da soli le difficoltà della vita, perché i loro genitori sono stati uccisi durante gli scontri, oppure dall’Aids.
- Su 200.000 donne sopravvissute agli stupri del 1994, l’80% è risultato positivo al test dell’HIV. Si stima che nel 2010 saranno più di 350.000 i bambini resi orfani da questa malattia.
- Oltre 400.000 bambini non hanno accesso alla scuola.
- Il Ruanda ha il più alto tasso di mortalità infantile. Un bambino su cinque non raggiunge il quinto anno d’età.
Un numero in costante crescita, è l’uso di bambini per alimentare il commercio sessuale, che coinvolge più di due milioni di minori. Un terzo delle vittime della prostituzione si trova in Cambogia. In Lituania è coinvolto tra il 20 e il 50% dei bambini compresi dai 10-11 anni. In Moldavia il 30% sono bambine, usate nei bordelli o nei film pornografici. In Messico vi sono più di 16.000 bambini, vittime della prostituzione. Oggi, molti paesi hanno approvato leggi, che rendono illegale organizzare viaggi all’estero per scopo di intrattenere rapporti sessuali.
Nei Paesi in Via di Sviluppo, si sta diffondendo l’uso di bambini, nei lavori domestici. Si stima che siano circa 5 milioni i bambini che lavorano come domestici in Asia meridionale, in Brasile 559.000, a Haiti 250.000, in Kenya 200.000, in Indonesia 700.000.
I bambini sono il mondo, ma un bambino su 12 nel mondo, non raggiunge i cinque anni di età. Il rapporto 2005 redatto dall’Unicef, mostra che, 55 dei 59 conflitti armati svoltisi tra il 1990 ad oggi, ha procurato la morte a 3,6 milioni di bambini. I bambini sono divenuti il bersaglio di attentati terroristici, basti ricordare l’attacco alla scuola di Beslan, in Russia. L’impatto delle guerre, sul sistema sanitario, è catastrofico. Una guerra dura in media cinque anni, in questo periodo, il tasso di mortalità tra i bambini che hanno un’età compresa tra 0-5 anni, aumenta del 13%.
Da novembre, un gruppo di volontari, ha dato il via in Africa, la più grande campagna di vaccinazione antipolio nella storia. Entro il 2005 saranno immunizzati 80 milioni di bambini in 23 Paesi.
Secondo dati forniti dall’associazione Mani Tese, sono oltre 10 mila i bambini italiani e stranieri coinvolti in attività illecite nostrane o internazionali o arruolati alla mafia. Oltre tremila deportati dall’Albania in Italia e Grecia, si vendono o elemosinano per le strade. Nel nostro Paese, una prostituta albanese su tre ha meno di 18 anni. Le ragazze russe finiscono in Germania. Sulle strade di Londra, finiscono ragazzine latino-americane e asiatiche. Di fronte a questo quadro dolente, è consentito chiederci, quanti sono i bambini che alimentano il mercato illegale delle adozioni e degli organi, un numero spaventoso, e difficile da commisurare.
Sono situazioni di vasta portata, che dovrebbero farci riflettere. I bambini sono il mondo. Sulle loro spalle poggia il futuro di una società. Perché si continua a calpestare e violare i più sacri dei diritti umani?




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10 febbraio 2005

Il commercio equo per un mondo senza armi







il sistema
 

Ogni giorno, milioni di donne, di uomini e di bambini vivono nel terrore della violenza armata; ogni minuto, uno di loro resta ucciso. Ogni anno in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi, somma che avrebbe permesso a questi paesi di ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno) ed eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno). Il totale delle spese militari mondiali in un anno è di 956 miliardi di dollari, mentre la spesa complessiva (in 11 anni!!) per raggiungere gli obiettivi del millennio per lo sviluppo sarebbe di 760 miliardi.... si raggiungerebbero spendendo solo il 10% in meno in spese militari all'anno


L’Asia


In tutta la regione... oltre il 50% delle armi viene venduto dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU mentre... solo 8 miliardi di dollari sono inviati in queste zone come aiuti ufficiali allo sviluppo. L’Asia è al secondo posto, dopo il Medio Oriente, come maggiore acquirente di armi convenzionali, secondo fonti del Dipartimento di Stato americano nel biennio 1990-2000 la regione ha comprato armi per un valore di 130 miliardi di dollari. Inoltre...


Corrisponde al 100% il livello di militarizzazione dal 1994 al 2001;Il 52% della popolazione non ha accesso alla sanità; Il 23% dei ragazzi e il 39% delle ragazze è analfabeta; E’ del 50% la percentuale di bambini con meno di 5 anni sottopeso; Sono 284 i milioni di persone che vivono con meno di 1$.


L‘Africa e le armi


Sono 7 milioni le armi leggere circolanti in Africa occidentale e oltre 30 milioni le armi leggere circolanti in tutta l’Africa, almeno 1 ogni 20 abitanti. L’80% di queste armi è in mano a civili; è del 47% l’aumento delle spese militari dell’Africa Sub-Sahariana dal 1995 al 2001.


Totale degli aiuti allo sviluppo


Il totale degli aiuti allo sviluppo erogati nel 2002 dai paesi del comitato assistenza sviluppo OCSE è di 58 miliardi dollari, contro i 192 miliardi di dollari di vendite totali di armi delle 100 maggiori compagnie mondiali. La spesa pro capite per aiuti allo sviluppo in Europa (2002) è di 61 dollari per ogni cittadino contro...358 dollari a testa in spese militari. La spesa complessiva per il Progetto di Sviluppo del Millennio è di 760 miliardi di dollari contro... 1200 miliardi di dollari del progettato Sistema Difensivo di Missili Balistici USA.


 


Nel 2003 le spese militari mondiali sono cresciute, in termini reali, dell’11%: un tasso di incremento quasi doppio rispetto al comunque già notevole 6,5% registrato nel 2002. Prendendo a riferimento l’ultimo biennio si arriva ad un aumento del 18% che fa lievitare il valore complessivo dei fondi assegnati all’ambito militare fino a 956 miliardi di dollari (correnti). Ma non solo i valori assoluti sono significativi a riguardo: anche la distribuzione di spesa è in grado di consegnarci ottimi elementi di analisi. In analogia per nulla casuale con la ripartizione mondiale della ricchezza, è possibile verificare che i Paesi sviluppati sono responsabili di circa il 75% di tutte le spese militari, a fronte di una popolazione che raggiunge solamente il 16% di quella mondiale.
Secondo il rapporto 2004 sullo Sviluppo Umano elaborato dall’agenzia delle Nazioni Unite UNDP il totale degli aiuti ufficiali allo sviluppo erogati nel 2002 dai Paesi del Comitato di Assistenza allo Sviluppo dell’OSCE ammontavano a circa 58 miliardi di dollari. Il che equivale a circa 65 dollari pro capite erogati (di cui il 26% verso i paesi meno del gruppo dei più poveri). Il trend è desolatamente in discesa: in termini di percentuale sul PIL si passa dallo 0,33% del 1990 allo 0,23% del 2002. L’Italia non si distingue certo positivamente in questo ambito, destinando agli aiuti allo sviluppo lo 0,20% del PIL (contro lo 0,31 del 1990): per ogni cittadino italiano vengono destinati solo 37 dollari in aiuti a tutto il resto del mondo (contro i 50 del 1990)




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9 febbraio 2005

Compli


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 




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8 febbraio 2005

Think Ink, Not Mink


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

Dennis Rodman "Sii a tuo agio nella tua pelle e lascia che gli animali conservino la loro», è scritto più in basso "


 




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8 febbraio 2005

FIUME DI GENTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Migliaia di pellegrini hindu attraversano il ponte di barche nei pressi di Sangam, in India, alla confluenza tra il Gange e lo Yamuna, in occasione della festa tradizionale del Magh Mela, durante la quale migliaia di persone si bagnano nell fiume sacro per purificarsi dai propri peccati .




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8 febbraio 2005

Uso della Coca Cola ...

Gli agricoltori indiani stanno utilizzando quella che ritengono essere

"la cosa migliore per mantenere i raccolti liberi dagli insetti".


Stanno cospargendo i loro campi di cotone e di pepe di Caienna (chili) con la Coca Cola.
Un agricoltore del Ramakrishnapuram nello stato dell'Andra Pradesh, ha dichiarato di essere molto contento del suo nuovo cola-spray
Gli agricoltori sostengono che i loro spray alla cola siano

"inestimabili perché sono sicuri da maneggiare, non necessitano di essere diluiti e, soprattutto, sono economici. "
Un litro di Avant, Tracer e Nuvacron altamente concentrati, i tre pesticidi indiani più popolari, costa all’incirca 10.000 rupie (295 dollari) contro le 30 rupie di un litro e mezzo di Coca Cola locale.


Spruzzare la metà di un ettaro costerebbe soltanto 270 rupie.

«Credo che la Coca abbia trovato il suo giusto uso» ha detto un esperto dell’agricoltura indiana, Devinder Sharma. «gli agricoltori hanno tradizionalmente utilizzato le soluzioni zuccherine per attirare le formiche rosse a nutrirsi sulle larve degli insetti. Penso che le bevande a base di cola possano svolgere lo stesso ruolo».




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8 febbraio 2005

Cosa boicottare

Caffe': Nescafe', Orzoro, Nesquik
Pasta : Buitoni, Pezzullo, Curtiriso
Surgelati : Surgela, Mare fresco, Valle degli Orti
Gelati : Motta, Alemagna, Antica gelateria
Acqua : Acqua Vera, S. Bernardo, S. Antonnio, S. Pellegrino, Perrier
Dolci : KitKat, Galak, Lion, After Eight, Quality Street, Toffee, Polo
Conserve Berni
Formaggi Locatelli
Cibi per animali Friskies, Buffet
Salumi : Vismara, King
Cioccolato : Perugina, Nestlè
Olii : Sasso
Brodo : Maggi




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8 febbraio 2005

Anche se si sa .. Meglio ricordarlo .... Boicotta Nestlè!

Perchè contro la Nestlè?Cosa fa?La Nestlè dà forniture gratuite di latte agli ospedali ( nelle zone povere del mondo ) Le madri allattano i propri figli non piu' con il loro latte ma con il biberon usando il latte fornito dalla Nestè. Allattare con il biberon i neonati favorisce l'insuccesso dell'allattamento naturale. Il bambino viene infatti a dipendere dal latte artificiale. Una volta a casa la madre deve comprare il latte da sé. In molte società ciò può costare più della meta' dell'intero reddito familiare. Le madri povere a volte diluiscono eccessivamente il latte in polvere e ciò porta alla malnutrizione. In condizioni di poverta' l'acqua mischiata al latte e' spesso malsana; porta a diarrea, disidratazione e spesso alla morte.Tutto questo ha causato e causa la morte di un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita. L'UNICEF parla di 1.500.000 neonati morti all'anno nel Sud del mondo perche' non piu' nutriti al seno.

Il boicottaggio, interruzione organizzata e temporanea, dell'acquisto di uno o piu' prodotti puo' indurre questa societa' a comportamenti diversi.
Il boicottaggio contro la Nestle' non e' finalizzato a danneggiarla economicamente, ma a farle rispettare il Codice Internazionale




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8 febbraio 2005

Bimbi in prima linea nelle guerre

300mila minori sono impegnati in conflitti del mondo.

Bambini e bambine mandati a combattere perché più "facili" da reclutare, da indottrinare, da "spedire" a morire. Sono anche più "adatti" alle nuove armi leggere: oggi un piccolo di 10 anni è in grado di usare un Ak-47 come un adulto. La lunghezza dei conflitti moderni (spesso 10-15 anni) ne fa poi "materiale umano di ricambio" indispensabile per eserciti decimati. E sono anche un ottimo strumento di vendetta, nella logica criminale di chi li arruola, per punire il nemico: i genitori, la comunità.
Afghanistan, Angola e Sierra Leone: la fine della guerra, negli anni recenti, in questi tre Stati, ha portato alla smobilitazione di 40mila bambini.
Altri 25mila sono stati coinvolti nelle guerre in Costa d'Avorio e Sudan (l'Africa resta l'area più colpita dal fenomeno).
Ci sono bambini-soldato che vengono rapiti alle famiglie e mandati in prima linea. Succede in Sudan in Congo, in Colombia. Bambini delle Farc (le Forze armate rivoluzionarie di Colombia) sono stati anche deferiti ai Consigli di guerra per infrazioni disciplinari e in alcuni casi sono stati uccisi da loro coetanei. Nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo, gruppi armati hanno compiuto stupri e abusi particolarmente feroci contro i piccoli. Ci sono poi bambini che vengono addestrati in accademie militari legittimate, o arruolati legalmente, anche se non spediti in campo a combattere.
60 governi, tra cui quelli di Regno Unito, Australia, Austria, Germania, Olanda, che continuano su questa strada.
Ci sono infine bambini che vengono addestrati alla guerra e che partecipano "legalmente" a operazioni militari perché così è stabilito dalle legislazioni dei loro Paesi. Gli Usa recluterebbero ogni anno circa 10mila ragazzi di 17 anni che entrano a far parte delle forze armate a pieno titolo. Tra il 2003 e il 2004, 53 di questi sono stati inviati in Iraq, cinque in Afghanistan e due in Kuwait.




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8 febbraio 2005

Bhopal e la tosse perenne

La tosse Notte e giorno, estate e inverno, le pareti nude di casa riecheggiano i colpi di tosse.
Sopravvissuti alla catastrofe chimica del 3 dicembre 1984: 240 mesi di tosse e fame e, adesso, 555 dollari e 55 centesimi a testa per smettere di protestare.
Una scritta «Hang Anderson», impiccate Anderson, riferita a Warren, l’ex amministratore delegato della Union Carbide, la fabbrica americana di pesticidi che ha trasformato una delle più belle e secolari città dell’India centrale in un assordante lazzaretto di tisici inguaribili.
Venticinquemila rupie per smettere di lamentare cecità, nausee, vomiti e fitte al petto. Per lasciare che il mondo dimentichi il nome di Bhopal e le cifre mai precisate della strage.
Tra i sedicimila e i trentamila morti, mezzo milione di superstiti malconci, 150 mila coi polmoni sfiniti e gli occhi cauterizzati dalla grande ustione chimica. E nessun processo per stabilire come sia accaduto.




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7 febbraio 2005

Come un girasole .. per il troppo sole ..




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2 febbraio 2005

Ancora Chiapas

Il 70% della popolazione chiapaneca ha meno di 30 anni.


Il 30% dei bambini sopra i 5 anni non parla spagnolo e oltre la metà di quelli sopra i 6 anni non trova accesso a nessun livello di educazione scolastica.


Tra le cause di morte più diffuse ci sono la malaria e la tubercolosi. Spesso, è difficile curare anche infezioni intestinali e alle vie respiratorie.


Numerosi sono i casi di denutrizione. Il sottosuolo del Chiapas è ricco di petrolio e l’estrazione, in questa regione, rappresenta il 40 % della produzione nazionale.

La popolazione chiapaneca, tuttavia, è ridotta alla fame a causa dello sfruttamento delle risorse attuata da soggetti stranieri.
Il 95 % della produzione petrolifera messicana è destinata a coprire gli interessi sul debito con gli Stati Uniti.
Soltanto gli interessi, non il capitale preso a prestito.

La lotta zapatista non rimane circoscritta al solo Chiapas; grazie a internet, infatti,la ribellione indigena viene diffusa in tutto il mondo tramite i comunicati dell’EZLN

Dopo alcuni giorni inizia il dialogo con il governo messicano;


 gli zapatisti chiedono Democrazia, Giustizia, e Libertà, richieste che implicano una riforma della legge elettorale e la riforma della costituzione, al fine di garantire una più concreta autonomia alle comunità indigene.



Gli zapatisti non vengono ascoltati, così il dialogo si interrompe, per poi riprendere in più occasioni.
Ancora oggi, la discussione non ha raggiunto risultati accettabili. Se, da un lato, il governo avanza delle proposte agli insorti, dall’altro, intensifica gli arresti degli indigeni e promuove una campagna diffamatoria nei confronti dell’EZLN. Il governo, inoltre, promette ai cittadini che decidono di non sostenere lo zapatismo migliorie alla casa (come un pannello solare) e 10000 pesos
.




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2 febbraio 2005

1.4 miliardi di persone :La metà dei lavoratori in condizioni di povertà

185,9 milioni di disoccupati del 2003

sono solo la «punta dell'iceberg» del problema dal momento

 che le persone occupate ma che vivono in povertà sono sette volte tante.

Nel mondo circa 2,8 miliardi le persone con un lavoro.

Tuttavia, di questi, quasi 1,4 miliardi,

vivono con meno di 2 dollari al giorno e

circa 550 milioni sopravvivono al di sotto della soglia di povertà

di un dollaro al giorno.


Secondo l'Ilo «la chiave per ridurre il numero di lavoratori poveri è creare posti di lavoro dignitosi e produttivi .

 Queste devono diventare strategie per la riduzione della povertà».




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1 febbraio 2005

Camp Darby

1000 ettari di litorale tirrenico : nessuno sa cosa esattamente contiene la base di Camp Darby.
Qualcosa pero' si sa ... si sa che A Camp Darby è custodito
il più GRANDE ARSENALE AMERICANO ALL'ESTERO.

20'000 tonnellate di munizioni per artiglieria, missili, razzi e bombe d’aereo


8'100 tonnellate di alto esplosivo ospitate in 125 bunker.
Equipaggiamenti completi per armare una brigata meccanizzata :



2'600 tra tank, blindati, jeep e camion.
Tutti i migliori sistemi dell’esercito statunitense :
35 carri armati M1 Abrams
70 veicoli da combattimento Bradley.
Materiali bellici del valore di due miliardi di dollari , missili e ordigni esclusi.


Questa è solo una parte di quello che è a conoscenza , di quello che ci è dato di conoscere ... chissa' cos'altro c'è ...

chissa' quanto altro materiale bellico nasconde quel luogo.




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1 febbraio 2005

Uso della Coca Cola ...

Gli agricoltori indiani stanno utilizzando quella che ritengono essere
 
la cosa migliore per mantenere i raccolti liberi dagli insetti

Stanno cospargendo i loro campi di cotone e di pepe di Caienna (chili) con la Coca Cola.
Un agricoltore del Ramakrishnapuram nello stato dell'Andra Pradesh,
 ha dichiarato di essere molto contento del suo nuovo cola-spray
Gli agricoltori sostengono che i loro spray alla cola siano
inestimabili perché sono sicuri da maneggiare, non necessitano di essere diluiti e, soprattutto, sono economici.
Un litro di Avant, Tracer e Nuvacron altamente concentrati, i tre pesticidi indiani più popolari,
costa all’incirca 10.000 rupie (295 dollari) contro le 30 rupie di un litro e mezzo di Coca Cola locale.
Spruzzare la metà di un ettaro costerebbe soltanto 270 rupie.
«Credo che la Coca abbia trovato il suo giusto uso»
ha detto un esperto dell’agricoltura indiana, Devinder Sharma.
 «gli agricoltori hanno tradizionalmente utilizzato le soluzioni zuccherine per attirare le formiche rosse a nutrirsi sulle larve degli insetti.
Penso che le bevande a base di cola possano svolgere lo stesso ruolo».




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1 febbraio 2005

Chiapas ....

“Stavamo morendo silenziosamente, ci stavano facendo una guerra sorda, non dichiarata.

A poco a poco, nel tempo, ci saremmo estinti, spariti, senza che il mondo si accorgesse della nostra scomparsa.

Questa era la sentenza. Ci trattavano come animali non come esseri umani.(…)
Stavamo morendo di malattie curabili, come la diarrea causata da parassiti intestinali.

Allora quando stavamo morendo di diarrea, che non è una cosa onorevole, decidemmo di insorgere in armi,

perché il mondo sapesse che noi morivamo per rivendicare salute, educazione, alimentazione, abitazioni…
Volevamo che il mondo sapesse che noi morivamo per questo.”


Comandante Tacho







 




 




 




 



“Lungo la storia, abbiamo dimostrato anche che siamo capaci di essere capi dei nostri popoli:

con il comandare obbedendo.
Per questo andiamo a parlare con la nostra parola,

vogliamo che ci trattino in modo più degno, più umano,

con tutti i diritti che ci spettano naturalmente.
Noi come maggioranza dei popoli indigeni messicani non vogliamo né elemosine né avanzi né briciole.
Non vogliamo neanche morire o uccidere in una guerra.
Se abbiamo preso le armi, come indigeni zapatisti,

è perché non ci hanno lasciato nessun’altra strada.
Non abbiamo fatto la guerra, perché ci hanno ascoltato i potenti.
Ci siamo nascosti il volto perché ci vedessero.

E così ci hanno ascoltato e visto.Però non vogliamo la guerra non vogliamo uccidere morendo.
Vorremmo vivere ed essere felici.”





 




 




 




 


 

“Sette anni fa la dignità indigena chiese a questa bandiera di avere un posto dentro di lei.
Con il fuoco parlò allora il colore della terra che siamo noi.
Con menzogna e fuoco rispose il dzul, il potente, che del denaro ha il colore che appesta la terra…
Per sette anni abbiamo resistito ad attacchi di tutti i tipi.



Ci hanno attaccato con bombe e proiettili, con torture e carcere, con menzogna e calunnie, con disprezzo e oblio.
Però siamo qui.
Siamo la dignità ribelle.
Siamo il cuore dimenticato della patria.
Siamo la memoria più antica.
Siamo il nero sangue che fra le montagne illumina la nostra storia.
Siamo coloro che lottano e vivono e muoiono.
Siamo coloro che parlano così:”Tutto per tutti, niente per noi”.
Siamo gli zapatisti, i più piccoli di queste terre…”

Subcomandante Marcos




 




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31 gennaio 2005



"Quando dicono di sì anzichè annuire come noi

alzando e abbassando la testa, la scuotono circa come quando

noi diciamo di no, ma la differenza del gesto è tuttavia enorme.


Il loro no che significa sì consiste nel far ondeggiare il capo ,

il loro capo bruno ondulato con quella pelle nera

( che è il colore piu' bello che una pelle possa avere )

 teneramente in un gesto insieme dolce .


La testa va su e giu' come leggermente staccata dal collo e

le spalle ondeggiano un po' anch'esse con un gesto di giovinetta che vince il pudore .


L'immagine indiana si fissa nella memoria con quel gesto ,

il sorriso infantile e radioso negli occhi che l'accompagna .


La loro religione è in quel gesto."




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31 gennaio 2005

India altre foto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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31 gennaio 2005

Un sorriso


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

"Quando sorride gli fiammeggiano in fondo al viso nero un candore immacolato ,

 un flash , interno , un vento ,

 una vampata che strappa lo strato nero sullo strato bianco che è

il suo interno sorriso."


 


 


 


 


 




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31 gennaio 2005

L'India

 



 


 


 


 


 


 

Una Premessa credo sia d'obbligo .. Amo l'India .. Amo gli indiani ..

Calcutta è la mia seconda casa .. anzi in senso lato è la mia casa ...

E' il posto che mi ha ridato la vita l'energia ...

I miei viaggi a Calcutta sono stati pieni di emozioni di lacrime di sorrisi di brividi di batticuore ..

Io sono quella che sono anche grazie a quello che ho avuto la'.


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 




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30 gennaio 2005

Le 7 Privazioni



 



 



 



 



 

640 milioni di bambini non dispongono di alloggi adeguati
500 milioni di bambini non hanno accesso a servizi igienici di base
400 milioni di bambini non hanno accesso a fonti d’acqua sicura
300 milioni di bambini non hanno accesso all’informazione (TV, radio e stampa)
270 milioni di bambini non hanno accesso ai servizi sanitari
120milioni di bambini (140 milioni secondo le stime dell’Università di Bristol), la maggior parte dei quali sono bambine, non sono mai andati a scuola
90 milioni di bambini soffrono di grave carenza di cibo




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30 gennaio 2005

Le Privazioni Mortali


Almeno 700 milioni di bambini soffrono per due o più di tali privazioni
La povertà non è circoscritta ai paesi in via di sviluppo: in 11 delle 15 nazioni industrializzate per cui si hanno dati comparabili, la percentuale di bambini che vivono in famiglie a basso reddito è nell’ultimo decennio aumentata.




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29 gennaio 2005

Se incontri il Buddha per strada ...Uccidilo!

Ieri ho finito di leggere un libro che nonostante l'incipit poco convincente è riuscito a sedurmi , ammaliarmi e a piacermi .


Si intitola " se incontri il buddha per strada uccidilo!" è di Sheldon Kopp uno psicoterapeuta psichiatra americano...


Ho segnato gli spunti di riflessioni che piu' mi hanno catturata  ( e se riesco a trovare i foglietti dove li ho appuntati prima o poi riusciro' anche a metterli su questo post ... che Marx ce la mandi buona .. anzi ce lo mandi buono )

Trovatiiiiii!! nel mio disordine trovo sempre tutto :P

allora ...

-Nessun significato che viene dall'esterno di noi è reale , ciascuno di noi ha gia' raggiunto lo stato di Buddha , si deve solo riconoscerlo .

-Unico significato della vita è cio' che noi vi apportiamo

UCCIDERE IL BUDDHA : DISTRUGGERE la speranza che qualcosa all'infuori di noi possa essere il nostro padrone

NESSUNO è PIU' GRANDE DI NESSUN ALTRO

-Si deve rinunciare al maestro ma non alla ricerca , e per la conoscenza ogni conquista diventa poi il prossimo ostacolo

-Nessuna cosa ha importanza in sè per sè , perchè l'importanza delle cose sta nei modi in cui si è imparato a pensare alla cosa




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28 gennaio 2005

Volti che Emozionano

Non servono le parole .. basta solo guardare queste foto per capire




 




 




 




 




 




 


 




 




 




 




 




 

 




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